Come scrive un copywriter?

Le circostanze sono vuoto scialacquio di tempo, inutile sotterfugio che a nulla conduce. Inevitabile è la perdita: impossibile – sembra – sottrarsi ad essa. Conviene dunque, in attesa che ci raggiunga, concentrarsi su questo e questo soltanto.

Cristina Campo parte da qui, con una serie inarrestabile di parole che, come postulati matematici, avanzano in funzione della proprietà transitiva, ed enunciano una sola, ipnotica e conclusiva formula: è dato ciò che è dato ed è aggiunto ciò che è tolto.
La potenza della bellezza, dunque, è affiancata alla bellezza della bontà (…)

Inutile sottolineare ulteriormente che tutta una vita così vissuta non poteva che portare le sue conseguenze, ma è impossibile ignorare ciò che nel leggere questo libro si sente in sottofondo tra le pagine: il ritmo inarrestabile e tachicardico del suo cuore.
Il microrombo – labile tuono in lontananza – di un respiro che stenta a stare dietro al passo, e il passo che invece di fermarsi in quel punto, in quel luogo a maggior ragione di approdo, non si ferma, ma da lì spicca un balzo, incurante delle ammonizioni.
In nome della legge prima, sia di Cristina che di Vittoria: “che altro veramente esiste in questo mondo se non ciò che non è di questo mondo?”


Testo 6. Articolo pubblicato sul giornalino FelinoNews, n° 11

NUOVA SCUOLA MATERNA A S. MICHELE TIORRE
Una scuola che dà il buon esempio.

Taglio del nastro per la nuova Scuola Materna di San Michele Tiorre che, fedele al proprio “slogan “, ha aperto le porte ai suoi piccoli ospiti con l’avvio del nuovo anno scolastico.

Il percorso di realizzazione di tale infrastruttura costituisce un “modello” vero e proprio cui fare riferimento; attraverso un percorso avviato dalla precedente Amministrazione e portato a termine con impegno e determinazione dall’attuale, la costruzione del nuovo edificio scolastico è stata infatti realizzata grazie al contributo di molti protagonisti.
Tappa dopo tappa si è partiti da un tavolo di progettazione ampio e condiviso che ha consentito la stesura di un progetto strutturale ideato in funzione di un progetto didattico ben definito. Tale lavoro di progettazione ha consentito di realizzare un’infrastruttura scolastica che è insieme accogliente e funzionale, oltre che caratterizzata da una forte vocazione ambientalista.

Il nuovo edificio scolastico è collocato in un’area particolarmente verde, con tutti i risvolti positivi per i bambini che questo fatto comporta; la scelta della zona d’insediamento ha risposto alla necessità di garantire al territorio una struttura provvista di una serie di requisiti ormai irrinunciabili, ovvero quelli di una località verde, silenziosa e lontana da industrie rumorose, ma anche ben collegata dal punto di vista della viabilità e facilmente raggiungibile.

La struttura stessa della scuola si propone infine come vero e proprio esempio educativo in materia ambientale e non solo, prevedendo la raccolta della pioggia dalle coperture, con drenaggio nelle zone verdi, il trattamento e la depurazione delle acque grigie oltre che la dotazione di pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua.


TESTO 7. “Diario di viaggio” pubblicato su forum di settore.

PARMA-OLANDA E RITORNO

18 agosto: partiamo – come si dice – contro ogni avversità.

Prima tappa: Strasburgo e Villa Novarina, un B&B dallo charme appena un po’ decadente e vagamente (non troppo per fortuna) lussuoso. Si tratta di un edificio anni ’50 progettato da un celebre architetto cittadino, che ha arredato ogni particolare col gusto tipico di allora e che ancora oggi regge splendidamente l’avanzare del tempo.

Il titolare è distinto, rapido e fuggente…. C’è e non c’è, ma a noi non manca nulla.

La città – che per noi doveva essere solo una tappa per riposare – è sorprendentemente bella.
Il Duomo, le case storiche e il canale le conferiscono un tocco inimitabile.
L’architettura è davvero elegante, con bellissime villette in periferie e palazzi maestosi con negozi “chicchissmi” in centro. Attraversando un ponte a piedi si passa dalla Francia alla Germania.

Qui l’idea di confine politico-socio-geografico sta nel semplice, quieto scorrere d’acqua di fiume… Eppure – per questa striscia di terra (l’Alsazia) – non tantissimo tempo fa è stata combattuta una sanguinosa guerra. Così va il mondo. Così va l’uomo.

Non tutto però è perfetto. Trovo un po’ tristi i ristoranti. Niente di ché, almeno non quelli che abbiamo visto. Mangiamo abbastanza male, serviti da una ragazza sbrigativa al limite della scortesia. Per fortuna alla mattina ci rifacciamo con una favolosa colazione in terrazza sotto al un sole tiepido del primo mattino. Salutiamo e ripartiamo.
Maciniamo parecchi chilometri (600) in un’autostrada caotica e piena di camion. È probabile che partire alla vigilia del post-ferragosto non sia stata una grande idea: la Val di Reno, cuore industriale del centro Europa, era tutta in viaggio su camion, bilici e rimorchi proprio quel giorno lì. Mica una bella sensazione, soprattutto per me che ODIO le autostrade..

Ma tutto va bene e – grazie alla nostra “prima volta” col Tom Tom – arriviamo finalmente (e soprattutto indenni) a Utrecht.
Buona notte, Italia!

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