Pianto d’amore per Nilo

In memoria di una meravigliosa creatura.
Di una grande avventura finita il 13 luglio 2014.

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Almaleo Nilo, figlio di Liuto e Basilissa.
Regnano di Viano (RE), 3 marzo 2007 – Follonica (GR), 13 luglio 2014.

Come una promessa mantenuta, hai esondato nella mia vita, in una piena d’amore e natura.
Ho avuto il privilegio di esserti custode, a mia volta custodita dalla tua bellezza.
Legati in un sortilegio a doppio filo in cui il premio era la piena felicità di stare insieme.
O anche soltanto di starti a guardare.

Respiro oggi la tua assenza.
La misuro.
In un recipiente pieno di lacrime che ogni volta che si svuota si ingrandisce ancor di più, a tradimento.
La misuro nei non-gesti.
Non mi alzerò più la mattina per venirti a baciare, e disturbare nel sonno.
Non avrò più le tue feste rumorose, meravigliose, quando ritornerò a casa.
Non sentirò più il tuo odore, il tuo pelo profumato, di natura intatta.
Non potrò più abbracciare il tuo corpo vellutato, specchiarmi nei tuoi occhi nocciola, cangianti d’amore.
Non andrò più a passeggio con te scansando gli altri cani, innervositi dalla tua presenza maestosa, che portava scompiglio ovunque andava.
E non risponderò alle domande della gente per strada, sempre le stesse: Che bello, sembra un leone. Come si chiama? Quanto pesa? Chissà quanto mangia.
Non terrò più stretta al guinzaglio quella tua forza indomita che riuscivo a malapena, bontà tua, a governare.

Mi lasci qui.

Col telefono silenziato e i messaggi che arrivano.
Con gli amici che si dispiacciono.
Con chi mi capisce e chi no.
Davanti alle tue foto sul mio computer, raccolte in una cartella come il più prezioso degli archivi.
In queste righe che per giorni ho cercato inutilmente di scrivere.
Mi specchio in te, nella tua morte.
Nel tuo respiro ultimo, nella fatica di lasciarti andare, di smettere di toccarti.
Perderti, è stato come il franare del mio cuore nel tuo, che non c’è più.
Il dolore si è aperto, immediato.
In quella scorciatoia segreta e profonda che sapevo già esistere, tra me e te.
E adesso. Che tutto è finito.
Conto e riconto.

I giorni. Gli anni.
Il tempo che scandiva le statistiche più temibili.
Cane di razza gigante, età media 7/8 anni.
Tumore aggressivo, aspettativa di vita non oltre i 2/3 mesi.
Durata dei corpi, e condizioni di sopravvivenza.
E in quell’intervallo, tra il 7 e l’8, ho innestato le mie inutili speranze.
Età media. Vita media.
La dismisura, in questo mondo, non ha un luogo.
E i nostri vincoli sono così stringenti, che ogni mio sforzo d’amore mi sembra adesso patetico.
Mi piego, mi spezzo, al potere di un vaso sanguigno che si è addensato e poi è esploso, per esondare come un mare rosso nel tuo cuore.
Dove è adesso il tuo respiro?
Nel corso di un fiume che inesorabilmente cade, precipita e scompare.

So bene, del mondo che intorno si dibatte.
Di tutto ciò che spera e si dispera.
E che nell’elenco di cosa si può o non si può soffrire, la morte di un cane non fa parte, per i più, della casistica.
So che è prudente dosare il dolore, averne pudore, tenerlo silente e non mostrarne il lato osceno, incontenibile.
So che la specie a cui appartengo usa domare prima di tutto l’anima, riuscendoci per bene, e che subito dopo lo fa con la natura stessa, con esiti altrettanto fatali.
E so che domani tornerò all’ovile, all’elenco delle cose che si fanno oppure no. E tacerò il mio lutto, lo ricaccerò in gola.

Ma oggi. Adesso.

Tu eri mio.
Nato per me.
Scelto tra tanti, accudito sin dai primi mesi.
E ogni giorno in più che passava ero io, ad esserti fedele, ancora più di quanto non lo fossi tu con me.
Oggi sono sette giorni dalla tua morte.
Ancora qualche ora e ci siamo.
Ti amavo oltre ogni buon senso, ed è ancora così, ogni minuto che passa.
Perdere te, adesso, è come perdere tutto.
E niente mai più sarà lo stesso.

Natalia, 20 Luglio 2014


Il primo giorno a casaNilo appena arrivato a casa… un cucciolo gigante!

Tutti per Nilo, Nilo per tutti.Toscana, estate 2008, un adolescente parruccone…

Amore mio infinitoToscana, estate 2012, nel pieno della sua possente dolcezza.

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